TREKKING DEL SANTO

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TREKKING DEL SANTO

 

TREKKING DEL SANTO – Il Cammino di San Nicolò Politi
Il Trekking del Santo, i passi del Cammino Etna Nebrodi di San Nicolò Politi.

Il Trekking del Santo è stato il primo dei Cammini Sacri in Sicilia. Ripercorre il cammino dall’Etna ai Nebrodi del Santo eremita San Nicolò Politi, che da Adrano attraverso l’Etna ed i Nebrodi arrivò ad Alcara Li Fusi. Attilio Caldarera ha sviluppato questo cammino di più giorni tra Etna e Nebrodi. Una realizzazione di Vai col Trekking.

Informazioni sul Trekking del Santo: Guida Attilio Caldarera attilio@vaicoltrekking.com – cell. 349 7362863

Info: VaicoltrekkingSicilia, Attilio Caldarera

Contatti: (+39) 349 7362863

Mail attiliocaldarera@gmail.com

Web: vaicoltrekkingsicilia.com – trekkingdelsanto.it – siciliaoutdoor.org

Social: Trekking del Santo – Attilio Vai col Trekking Sicilia

Passi del cammino.
I passi del cammino sono le tappe e le giornate da compiere a piedi in questo trekking che attraversa e congiunge i territori del Parco dell’Etna e del Parco dei Nebrodi.
Dalla città di Adrano adagiata alle pendici dell’Etna fino alle terre nebroidee dove vive arroccato il borgo di Alcara Li Fusi.
Il trekking che si affronta in quattro giorni ripercorre, passo dopo passo, il pellegrinaggio del Santo Eremita, Nicolò Politi, attraverso scenari naturali che oggi come allora mostrano la straordinaria bellezza del creato. Lungo il cammino – passaggi obbligati pieni di storia e mito – si ritrovano i luoghi storici dove San Nicolò condusse parte della sua beata vita.
In alcuni luoghi indicati nella pubblicazione del trekking (anche se è possibile che spontaneamente se ne aggiungano altri) sono lasciati dei “timbri” per segnare i “passi” che ciascuno potrà utilizzare come testimonianza e ricordo del proprio passaggio lungo il trekking riempiendo gli appositi spazi adatti a questa usanza.

Importante: Il Trekking è adatto ad escursionisti ben allenati. La difficoltà, così come viene qui presentato e preposto è impegnativa, con classificazione EE(Escursionisti Esperti). E’ consigliato percorrere l’itinerario in primavera (aprile, maggio, metà giugno) ed in autunno (da metà settembre a metà novembre).

Questo trekking è stato ideato e realizzato da Attilio Caldarera (Esperto di Parchi e Riserve – Guida AIGAE), nell’anno 2013, che ha vissuto parte della sua vita sia alle Vigne di Adrano sia ad Alcara Li Fusi.
Tra le persone che hanno collaborato con Attilio Caldarera e reso possibile questa iniziativa con la loro disponibilità: Rodolfo Arcodia, Alessandro Triscari, GaetanoSorge, Nicola Bompiedi, Fabio Zaiti, Alessandro Licciardello, Daria e Cinzia Caldarera… e tanti altri con piccoli ma significativi gesti.
Patrocinano e condividono questo trekking il Comitato San Nicolò Politi di Alcara Li Fusi, i Comuni di Alcara li Fusi, Adrano, Bronte, Maniace, Longi, i Parchi dell’Etna e dei Nebrodi.

TREKKING DEL SANTO

I passi del Cammino Etna-Nebrodi di San Nicolò Politi
“…chi è costui che mi trattiene dal mio viaggio…
concedi che sfugga ai lacci di questa tentazione.”

Passo d’inizio. Adrano – Grotta del Santo

Tratto unico. Adrano (562 m.) – Bivio Grotta del Santo (contrada Aspicuddu)(1002 m.)
Lo spirito di questo cammino parte da Adrano la città che diete i natali a Nicolò Politi nell’anno 1117. Facile da raggiungere anche con i mezzi pubblici (Bus e Littorina FCE) la cittadina è posta alle pendici dell’Etna a quota 620 metri s.l.m. Nel centro del paese diversi luoghi e Chiese custodiscono reliquie ed immagini del Santo. Il passaggio ad Adrano in questa tappa iniziale serve da ambientamento al trekking. La passeggiata culturale e storica nel centro cittadino da un lato serve proprio a lasciarsi alle spalle i normali ritmi quotidiani appena trascorsi e dall’altro attraverso il racconto e l’incontro, prepara ed introduce allo spirito di quello che sarà il percorso che ripercorre l’eremitaggio del Santo.
Purtroppo il paese di Adrano non offre servizi di ospitalità adeguati. Per il pernotto si consiglia di contattare le strutture in località Vigne concordando con i gestori anche il trasporto dal paese fino alle stesse strutture che si trovano a circa 6 km dal centro abitato. Consigliamo inoltre di concordare anche il trasporto successivo fino all’ingresso della Grotta del Santo, da dove parte il trekking a piedi, non lontana da queste strutture, ma non consigliata da raggiungere a piedi dalle stesse.

Per chi volesse invece raggiungere a piedi dal centro di Adrano la Grotta del Santo nella zona di c/da Timpone, che si raggiunge lungo la strada Adrano-Bronte svoltando a destra dopo il primo passaggio a livello e proprio attraversando il secondo, la distanza è di 8 km circa da compiersi in due ore e mezza visto il dislivello di 450 metri in salita.
Segnaliamo alcune strutture aperte al pubblico che possono offrire ospitalità. Tuttavia si può anche tentare di chiedere alle varie parrocchie dei paesi ospitalità per una notte.
Strutture segnalate per ospitalità ad Adrano: Holiday Adrano – c.da Sicilò Santuzza, zona vigne, Adrano – – Tel 095 7601127 – Cell. 392 1401599 – www.holidayadrano.it – holidayadrano@gmail.com

 

Primo Passo. Grotta del Santo – Castello di Nelson

Inizia il vero cammino. Una tappa lunga dalla Grotta del Santo al Castello di Nelson per un totale di 27 chilometri circa, da percorrere in 9 ore comprese le soste. Si parte di buon ora al mattino, come da narrazione, dalla Grotta del Santo per affrontare questa tappa tra ginestre etnee, colate e deserti lavici ma anche tra sentieri natura del Parco dell’Etna, passaggi cittadini e lungo strade di percorrenza. La tappa si può dividere in 5 tratti.

1° tratto: Grotta del Santo (1043 m.) – Case Prato Fiorito (1077 m.) – km 2, 8 – Tempo percorrenza h. 1,30 – Dislivello irrilevante.
2° tratto: Ingresso Demanio Prato Fiorito (1080 m.) – Casermetta di Piano dei Grilli (1156 m.) – km 4,00 – Tempo percorrenza h. 1,20 – Dislivello 90 metri in salita.
3° tratto: Casermetta Piano dei Grilli (1156 m.) – Abitato di Bronte SS 284 (850 m.) – km 7,5 – Tempo percorrenza h. 2,00 – Dislivello 350 metri in discesa.
4° tratto: Abitato di Bronte (835 m.), Chiesa San Nicolò – Lave di S. Venera, Incrocio ss 120 (800 m.) – km 9,750 – Tempo di percorrenza h. 3,00
4° tratto: (VARIANTE BREVE) Imbocco via Brondolini (835 m.) – Lave di S. Venera, Incrocio ss 120 (800 m.) – km 8,7 – Tempo di percorrenza h. 2,30
5° tratto: Lave di S. Venera, Incrocio ss 120 (800 m.) Castello di Nelson (700 m.) – km 2,0 – Tempo di percorrenza h. 0,40
Il percorso. Il punto di inizio è la c.da Timpone che si trova sopra Adrano nel Parco dell’Etna. Quando la strada dapprima asfaltata poi di basolato lavico termina, un leccio sulla sinistra ed uno slargo sulla destra indicano la direzione, a sinistra, che dopo 800 metri porta diritta alla cosiddetta Grotta del Santo in contrada “Aspicuddu” posta a quota 1043 metri s.l.m. Il primo vero passo si segna qui entrando e vistando la grotta dove San Nicola dimorò per tre anni. La conformazione della cavità proprio all’ingresso invita ad abbassarsi e ci si trova quasi inginocchio dinnanzi a questo luogo di culto.
(Inizio 1° tratto) Dal recinto di pietra del luogo sacro, la direzione del cammino, guardando l’Etna o l’ingresso della grotta o anche la grande croce, si trova esattamente a sinistra. Una apertura tra le pietre segna il passaggio al di là del muro. Si attraversa un vigneto privato e coltivato che porta in basso verso una casa in mattoni e cemento che serve da primo punto di riferimento. Da qui si scorge più in basso un’altra casa in pietra, leggermente sulla destra. Proseguendo verso questa casetta, una stradina la raggiunge facilmente, proprio davanti la vecchia abitazione in alto inizia un sentiero segnato a tratti dagli omini in pietra. Questo tratto è il più complesso di tutto il cammino, si passa attraverso una colata lavica del 1595 sfruttando poco sentiero di terra e molta roccia lavica. La direzione è data in lontananza esattamente a sinistra, orientandosi rivolti a nord verso l’Etna, dal Monte Minardo che indica la direzione. Più avanti a metà di questo tratto del cammino si scorgerà la Masseria “Casa Bosco di Prato Fiorito” (1077 metri s.l.m.). Questo primo tratto dura circa 1,30 minuti. È importante seguire poco alla volta i segnali in pietra lasciati sul percorso e qualche segnavia colorato di giallo sulle pietre. Giunti nei pressi della recinzione di Prato Fiorito bisogna seguire la direzione sinistra scavalcando la scaletta in legno della zona forestale nei pressi di una vecchia costruzione rurale per l’accumulo di acqua, da qui un sentiero ben visibile porta alla strada asfaltata. Da qui risalendo la strada, passando davanti la Masseria Prato Fiorito, si arriva all’ingresso forestale all’area del Parco che segna l’inizio di un tratto con i sentieri ben segnati.
(Inizio 2° tratto) Oltrepassata la sbarra di ingresso demaniale, dopo poche centinaia di metri leggermente in salita bisogna giare a sinistra in direzione M.te Minardo. Da qui il sentiero conduce direttamente sempre verso est, dapprima passando ai piedi di Monte Minardo e poi passati due cancelli forestali, leggermente in salita e fino a Piano dei Grilli per arrivare all’ingresso del demanio ed infine alla Casermetta Forestale (1156 metri s.l.m.). Questo tratto forestale è lungo circa 4 km, abbastanza pianeggiante e si percorre in circa 1,15 minuti.
(Inizio 3° tratto) Usciti dal demanio, giunti alla casermetta di Bronte si segue la strada di basolato lavico che porta alla periferia nord di Bronte in zona Sciara di S. Antonio. Pochi metri dopo il cancello del demanio in basso a destra è possibile vistare anche la Grotta della Neve. Il tratto di basolato lavico è lungo 4 km poi la strada diventa asfaltata (altri 3,5 km) ed attraversa la zona artigianale di Bronte. Seguendo la direzione principale si arriva fino alla SS 284 che collega Bronte a Randazzo. Qui ci sono diversi bar e locali in cui se si vuole si può consumare il pranzo.
(Inizio 4° tratto) Scendendo per la SS284 si arriva ad un incrocio dove è presente una importante rotatoria. Scendere diritto, è questa la via Messina, che si percorre in discesa per circa 500 metri fino ad arrivare alla Chiesa Madonna del Riparo. Dalla parte destra della Chiesetta si scende pochi metri per incrociare la via Galvani che bisogna imboccare e percorrere in discesa. La via Galvani scende repentinamente ed arriva ad una prima rotatoria, scendendo ancora 200 metri si arriva all’incrocio con la strada Bronte-Maniace. Scendere a destra e dopo la circa si incontra la Chiesetta dedicata a San Nicolò. Passando davanti la Chiesetta svoltare alla prima a destra imboccando la via Piano Daini. È questa una via poco trafficata e che porta piacevolmente fuori Bronte. Dapprima in pianura poi la strada principale da seguire gira lievemente a destra per poi salire con una forte pendenza su una strada di cemento. Poco dopo si arriva ad un poggio delimitato a destra da un boschetto di alberi di eucalyptus dove passa il metanodotto. Da qui in poi la pista si svolge prevalentemente senza grossi dislivelli fino ad incrociare dopo qualche chilometro la strada, anch’essa proveniente da Bronte, Bronte-Stuara-Lave di S.Venera. Scendendo a sinistra comodamente per la strada asfaltata si arriva all’incrocio con la strada per Maletto (SP159). Scendere a sinistra fino ad incrociare la SS 120 (altri 2 km) nella zona delle lave di S. Venera.
(Inizio 4° tratto – VARIANTE BREVE) Scendendo pochi metri a destra si imbocca la Strada “Bronte Stuara S.Venera” seguendo la via Brondolini che condurrà in zona lave di S. Venera per l’ultima parte del percorso verso il Castello di Nelson ex Abbazia Santa Maria di Maniace. La strada asfaltata ma non troppo trafficata è lunga 6,7 km fino all’incrocio con la strada che scende da Maletto (SP 159). Non conviene abbandonare questa strada cercando tagli del percorso che finirebbero per allungare il tragitto. Giunti all’incrocio con Maletto scendere a sinistra fino ad incrociare la SS 120 (altri 2 km) nella zona delle lave di S. Venera.
(Inizio 5° tratto) Da questo punto attraversare la strada e scendere poche centinaia di metri, qui si può sfruttare una strada parallela quasi abbandonata che passa davanti una casa ben visibile a sinistra. Da questa casa girare a destra e seguire un sentiero facile da individuare che passa dapprima davanti un recinto dove vengono custoditi gli animali e poi prosegue a destra per un sentiero, passando peraltro vicino una cascata d’acqua bella da osservare (Cascata delle Balze) per arrivare poi proprio davanti il Castello di Nelson. Questo ultimo tratto è lungo circa 2 km. Davanti l’ingresso del Castello di Nelson si può pernottare in un accogliente agriturismo.

Strutture segnalate per ospitalità a Maniace:
Agriturismo Nelson – Strada Piano Pilato di fronte Castello di Nelson, Maniace (CT) – Cell 320 9629558

 

Secondo Passo. Castello di Nelson – Portella Gazzana

Lasciata l’Etna sullo sfondo, ma ancora molto vicina, cambiano i colori ed i tratti di natura in questa tappa tutta nebroidea. Il percorso di giornata dapprima passa attraverso il disgiunto paese di Maniace e delle sue contrade per poi ripercorrere vecchie strade, piste forestali, boscaglie, ponti su torrenti per arrivare negli splendidi boschi di faggio nella zona di Case Mangalaviti per poi concludere il “passo” ai piedi delle possenti Rocche del Crasto, regno dell’aquila cara al Santo e dimora prescelta dallo stesso.
I chilometri da affrontare sono circa 25 con un tempo di percorrenza di circa 8 ore, ma con un dislivello prevalentemente in salita a parte l’ultimo tratto dalla P.lla Scafi e fino a P.lla Gazzana.
I tratti di questo passo sono 3.

1° tratto: Castello Nelson (700 m.) – Casa Forestale Canalotto (1020 m.) – km 9,100 – Tempo percorrenza h. 2,30 – Dislivello 300 metri in salita.
2° tratto: Casa Forestale Canalotto (1020 m.) – P.lla Scafi (1420 m.) – km 8,400 – Tempo percorrenza h. 3,00 – Dislivello 400 metri in salita
3° tratto: P.lla Scafi (1460 m.) – P.lla Gazzana (979 m.)– km 7,800 – Tempo di percorrenza h. 2,00 – Dislivello 480 metri in discesa.
Il percorso. Si inizia dalla parte bassa dell’abitato di Maniace a seconda di dove si è passata la notte. La sera di arrivo o la mattina prima di partire una visita al Castello di Nelson ed soprattutto alla Chiesetta in stile medievale posta all’interno del maniero segna l’inizio di questa giornata di cammino.

(Inizio 1° tratto) Dal Castello di Nelson o dal centro del paesino seguire o la circonvallazione o il Corso Margherito sempre diritto in direzione di Petrosino la contrada più popolosa di questa comunità. La strada è asfaltata e trafficata sia pure non eccessivamente. Dopo quasi 4 km dal Castello di Nelson si arriva all’ingresso di Petrosino contrassegnato a destra dalla chiesetta di San Gabriele. All’incrocio (un quadrivio) bisogna scendere a sinistra e poi subito a destra imboccando via Beato Guglielmo fino alla piazzetta da dove a sinistra si può attraversare, passando sopra un ponte, il Torrente Martello. La strada asfaltata, via Guglielmo il Buono, comincia a salire è esposta al sole e in alcuni tratti alterna lunghi rettilinei a tornanti per risalire pian piano il fianco di questa vallata. Giunti alla prima vera curva a gomito, dopo circa 2 km da Petrosino, si vede la vallata del torrente un po’ a destra mentre davanti e sulla sinistra si intravede una specie di ponte incompleto (ex cantiere Ancipa). La direzione finale verso il bosco di questo cantiere indica proprio la direzione da seguire da lì a breve. Procedendo per la strada asfaltata e dopo circa 200 metri da questa curva infatti un sentiero a destra su fondo di pietra e terra sale repentinamente fino a portare all’inizio della costruzione del cantiere. A metà del sentiero che sale diritto si incontra una recinzione mentre la trazzera gira a sinistra, qui bisogna attraversare la recinzione sulla destra, aprendo e chiudendo il passo e continuare a salire diritto costeggiando la recinzione fino all’inizio della costruzione di cemento. Qui una stradella costeggia questa brutta struttura abbandonata e mai realizzata. Giunti alla fine davanti sulla sinistra una traccia abbastanza ripida porta in pochi minuti ad una strada ben sterrata che scendendo incontra il cancello forestale del demanio Barillà.
(Inizio 2° tratto) Oltrepassato il cancello si apre un mondo di boschi, prati e ruscelli di grande bellezza. Si arriva subito alle Case Canalotto (punto acqua) e si segue la strada ben tenuta che scende sulla destra. Questa traccia dapprima scende per poi proseguire in piano parallelo al torrente. Oltrepassati due cancelli in legno a breve distanza l’uno dall’altro scendere sempre lungo il Torrente, diventato Barillà, fino ad oltrepassarlo lungo il comodo ponte in ferro. Da qui inizia un tratto in salita con un dislivello di 200 metri e lungo un paio di chilometri. Arrivati in alto sulle radure si può prevedere una sosta nell’area attrezzata Botti (si entra da un cancello e scalandrino a destra, punto acqua)). Ripreso il cammino si sale fino ad incrociare la Dorsale dei Nebrodi, per proseguire a sinistra per una breve discesa arrivando alla località Portella Scafi.
(Inizio 3° tratto) Da questa località bisogna salire per la strada sulla destra (la pista dopo il cancello porta invece verso il Lago Biviere) in direzione Case Mangalaviti distanti quasi quattro chilometri, ma tutti prevalentemente in discesa. Bello anche questo passaggio all’interno dell’antico bosco di Mangalaviti ricco di faggete. Si giunge alla Masseria Mangalaviti, dove ci si può rinfrescare e soprattutto fermarsi ad ammirare un panorama che spazia dalla cima nebroidea di Monte Soro, alla vallata del Rosmarino, ai colori azzurri del Tirreno con i profili delle isole Eolie ed al centro, come apparve al peregrino Nicolò, le Rocche del Crasto dove spicca per asprezza e bellezza la Rocca Calanna.
Tutto appare compiuto, ma non è così. Si deve ancora camminare per poco meno di un ora per arrivare comodamente e tagliando qualche tornante della strada asfaltata in località portella Gazzana. Prima di traguardare la tappa si passa nei pressi del Pizzo di Mueli (visibile a destra per lungo tempo lungo questo tratto) dove si narra che si salutarono San Nicolò e San Lorenzo prima di scegliere le due vallate da scoprire assieme ai loro stessi destini. A Portella Gazzana si può chiedere ospitalità per dormire e mangiare.

Strutture segnalate per ospitalità a Portella Gazzana:
Associazione Terre di Gazzana – P.lla Gazzana (Longi – ME) – Cell. 328 1092148 –www.terredigazzana.it – info@terredigazzana.it
Trattoria da Artino – c/da Cammara – Tel. 0941 793204 – Cell. 347 2910133

 

Passo Finale. Acqua Santa – Eremo– Alcara Li Fusi – Rogato

 

Tratto Unico. Portella Gazzana (979 m) – Acqua Santa (613 m) – Eremo (590 m) – Alcara Li Fusi (406 m) km 7,550 – Tempo percorrenza h. 3,00 – Dislivello 400 metri in discesa.

“Dunque, compiuto il viaggio iniziato, giunse al luogo dove oggi il nome è Acqua Santa”

La valle del Calanna offre uno degli scorci più belli delle Rocche del Crasto. È il regno dell’aquila reale, che nella leggenda si accompagna al viaggio ed alla vita del santo pellegrino, e dimora di essenze mediterranee che la colorano di verde tra le bianche rocce. Partiti da Portella Gazzana, subito a ridosso dello spigolo sud della costruzione, un po’ nascosta, si trova la strada per Alcara Li Fusi. In discesa dopo circa tre chilometri si arriva proprio sotto le pareti lisce della Rocca Calanna. La strada giunge ad un bivio che si affaccia da sinistra mentre poco più avanti si trova a destra una trattoria. Bisogna seguire questo bivio e scendendo a sinistra, è presente anche l’indicazione Acqua Santa. Scendendo su questo stradone ripido si passa davanti la zona a sinistra che introduce proprio a questo luogo sacro detto appunto “Acqua Santa” la cui storia è narrata e rappresentata all’interno dagli stessi simboli che si scorgeranno. Luogo di sicuro ristoro per il cammino, almeno per un po’, vale la pena di essere conosciuto riconosciuto come punto fondamentale del cammino del Santo al pari della grotta adranita. Per riprendere il cammino bisogna risalire la strada percorsa per poche decine di metri fino alla curva a gomito in prossimità della quale sulla sinistra una vecchia trazzera non molto frequentata conduce in direzione e fino all’Eremo dedicato a San Nicolò. Se non si trova questa traccia bisogna scendere per la strada asfaltata fino alla fine della stessa, girare destra, proseguire diritto e poi al successivo incrocio (presente un bevaio ed un ulivo secolare) salire a destra per arrivare all’Eremo. Anche l’Eremo è un luogo di grande pace naturale dove è opportuno fare una sosta.
Scendendo dal’Eremo si arriva fino ad un bivio. Qui si prosegue a destra guardando in basso nella strda che dapprima pianeggiante poi va in salita fino a giungere – si passa da un tratto dove la strada è sempre dissestata a causa di una frana sempre in movimento – alle porte di Alcara Li Fusi. La via centrale porta dapprima alla Piazza Cappuccini, poi diritto verso la sempre rinfrescante Fontana Abate da dove si consiglia di salire ed imboccare il Corso Donadei che porterà alla meta finale di questo cammino la Piazza San Nicolò Politi e la Chiesa Madre di Maria SS Assunta dove sono custodite le reliquie del Santo.

Si consiglia di non trascurare la visita alla Chiesa del Rogato, che si trova fuori l’abitato, anch’essa luogo di culto del cammino di San Nicolò.
Per ritornare si possono sfruttare i collegamenti pubblici e privati che da Alcara o dalla vicina S. Agata Militello possono portare al luogo di partenza… ma se si vuole… ormai si conosce la strada. Buon cammino!

Strutture segnalate per ospitalità ad Alcara Li Fusi:
Affittacamere Nicolò – via g. Amendola 17 (Alcara Li Fusi – ME) – Tel. 0941 792030 – Cell. 347 2927684 – www.affittacamerenicolo.com – emilianogioitta@tiscali.it